Leonardo e Michelangelo. Capolavori della Grafica e Studi romani” è una mostra straordinaria che per la prima volta mette a confronto i due grandi geni del Rinascimento. Le sessantasei opere grafiche, molte delle quali uscite per la prima volta dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, sono esposte nei Musei Capitolini di Roma, dove si possono ammirare i disegni più spettacolari e famosi del Codice Atlantico, i capolavori del Buonarroti come la Cleopatra e lo studio per la testa di Leda, i progetti architettonici e l’influenza dell’arte antica sulla loro opera. Un’esposizione eccezionale, frutto della collaborazione tra la Fondazione Casa Buonarroti, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Fondazione Cardinale Federico Borromeo, che insieme hanno reso possibile la riunione di opere così importanti. In particolare, esce per la prima volta da Milano una selezione di 26 fogli del Codice Atlantico di Leonardo, che, ha sottolineato il presidente della Fondazione Cardinale Borromeo Giorgio Ricchebuono, è oggi diventato più fruibile da pubblico e studiosi. «Stiamo scoprendo sempre cose nuove – ha aggiunto – come l’interesse di Leonardo per l’astronomia. Cento anni prima di Galileo aveva scoperto che la Terra era rotonda e aveva anche trovato il modo per misurarla». Un confronto coraggioso quello tra il genio vinciano e Michelangelo, due figure che, seppure molto diverse tra loro, a volte collidono, come ha spiegato il presidente della Fondazione Casa Buonarroti Pina Ragionieri, curatrice della mostra con Pietro Marani. «Dai disegni – ha aggiunto – emergono la grande forza sperimentatrice di Leonardo e quella creativa del Buonarroti, rimasta nei secoli impareggiabile». A raccontarlo un percorso espositivo suddiviso in due sezioni: una che allestisce i capolavori grafici dei due artisti, l’altra in cui si evidenziano i punti di contatto, dallo studio dell’antico al disegno di figura, dai progetti architettonici ai cantieri. Un ruolo fondamentale ha la Roma rinascimentale, che ispira ambedue e offre loro l’opportunità di creare capolavori grazie al progetto di rinnovamento della città, con le imponenti opere di urbanizzazione e di abbellimento volute dai papi. Così Leonardo si cimenta con la Basilica di San Pietro e ispirandosi a San Lorenzo di Milano attinge al linguaggio dell’architettura antica nella dimensione monumentale e nella pianta centrale. Michelangelo invece usa il disegno per meravigliosi bozzetti di figura per la volta della Sistina e il Giudizio Universale. Tra le opere più famose esposte i piccoli fogli su cui Leonardo eseguì disegni perfetti di strutture idrauliche, macchine punzonatrici, catapulte, fortezze, ma anche studi di teste virili, di vecchi dalla straordinaria intensità. Disegni a cui dopo qualche anno risponderà Michelangelo, con capolavori come la Leda, la Madonna del Tondo Doni, la Cleopatra. Un confronto tra due geni che non prevede vincitori e vinti ma che offre l’opportunità, unica, di conoscere meglio l’arte di due artisti immensi.

Antonella Pitrelli

 

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