Un personaggio d’altri tempi ma con uno spirito moderno. “Non ero carina, ero peggio“, in scena al Teatro Keiros fino a domenica 11 marzo, racconta la vita straordinaria della Principessa Pauline Metternich-Sandor, nipote e poi nuora del Cancelliere austriaco Clemens Metternich. Per capire di che tipo di personaggio stiamo parlando basti pensare che “non ero carina‚ ero peggio” era la descrizione che Pauline faceva di sè stessa, sapendo ironizzare con grande intelligenza sulla propria scarsa avvenenza fisica, mentre le cronache mondane la descrivevano ʺbrutta come una scimmia e affascinante come una sirenaʺ. La sua forte e originale personalità seppe infatti conquistarle l’ammirazione di molti uomini, soprattutto artisti, nonché l’invidia di diverse donne spesso bellissime, come l’Imperatrice Sissi che addirittura evitò una visita ufficiale a Parigi pur di non avere contatti con Pauline, moglie dell’allora ambasciatore dell’Impero Austriaco in Francia. L’autore della pièce, Massimo Spinetti, ex ambasciatore italiano in Austria, ha voluto mostrare al pubblico questa donna tanto poco conosciuta quanto straordinaria: femminista ante litteram, amata e ammirata dai fratelli Strauss, da Wagner, Lehar, Ziehrer e soprattutto Franz Liszt, a lei molto affezionato, che composero in suo onore musiche celebri. Strauss scrisse per lei la famosa Wiener Bonbons, Degas la ritrasse, Dumas le dedicò un romanzo. Pauline era inoltre protagonista delle cronache grazie al suo anticonformismo, che la spinse addirittura ad affrontare un duello a petto nudo con un’altra donna, di cui rimane un celebre e scandaloso dipinto.  Lo spettacolo diretto da Virginia Acqua, è un’alternanza di prosa, recitata dalla brava  Alessandra Muccioli, e di musica: al pianoforte la pianista Cristiana Pegoraro suona una selezione inedita delle musiche che la principessa più amava, come racconta lei stessa nelle sue memorie. La musica fu un grande amore della principessa, parte essenziale della sua vita, passione che condivise anche con suo marito Richard, il quale fu anche direttore del Musikverein, la sala concerti di Vienna dove ogni anno si svolge il Concerto di Capodanno. La narrazione, basata sulle memorie della protagonista e su ricerche di studiosi austriaci e francesi, permette di conoscere alcuni aspetti inediti del carattere di grandi personalità che Pauline frequentò, con particolari non sempre rispondenti all’immagine data dalle fonti ufficiali. Un racconto che permette soprattutto di raccontare unˊepoca che ha visto l’Europa protagonista di profonde trasformazioni e innovazioni sociali e culturali, che Pauline visse pienamente fino alla fine della sua lunga vita, con spirito sempre vivo e moderno.

Antonella Pitrelli

 

 

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