Charlie Chaplin la definì «la più grande attrice che abbia mai visto», Lee Strasberg istituì un Premio a suo nome, sono solo alcuni dei grandi del teatro e del cinema mondiale che hanno celebrato l’arte della recitazione di Eleonora Duse, universalmente riconosciuta come una delle più importanti figure della cultura e dell’arte italiana nel mondo. Una bella mostra al Complesso del Vittoriano di Roma celebra questa grandissima attrice, protagonista del nostro teatro. “Il Viaggio di Eleonora Duse intorno al Mondo”, curata da Maurizio Scaparro, Maria Idi Biggi ci restituisce la complessa personalità della “Divina” nel panorama teatrale italiano e internazionale, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, seguendola attraverso le sue lunghe tournèe intorno al mondo, recitando un repertorio immenso, da Ibsen a Verga, da D’Annunzio a Shakespeare. Un percorso espositivo costruito attraverso dipinti, bozzetti scenografici, costumi e abiti, fotografie d’epoca, locandine e manifesti, programmi di sala, lettere e telegrammi, oggetti, che ci mostrano un’artista libera, creativa, dal carattere forte e innovativo, evidenziandone anche le capacità imprenditoriali e organizzative, la Duse si occupava infatti in prima persona dei contratti e della gestione pratica della compagnia. La mostra è costruita in due sezioni principali: una dedicata alla sua vicenda biografica e l’altra interamente dedicata alle tournée che l’attrice ha realizzato nel corso della sua carriera, dal 1885 al 1924, attraverso le tappe in Sud America, Egitto, Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Francia, Spagna e penisola Scandinava e altri paesi in cui è stata molto amata ed ha contribuito, in maniera determinante, al successo del teatro italiano nel mondo. Nella prima parte viene presentata la sua vicenda biografia, la sua storia oltre il personaggio della Divina, restituendoci attraverso immagini e documenti, la vita privata di Eleonora come figlia, moglie, madre. Accanto alla vita familiare, la Duse aveva un’esistenza densa di rapporti, amorosi e d’amicizia, con personaggi celebri della cultura contemporanea internazionale, di cui ci parlano tanti dei documenti esposti: Matilde Serao, Arrigo Boito, Alexandre Dumas figlio,  Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Sibilla Aleramo, Camille Mallarmé, Rainer Maria Rilke, George Bernard Shaw, Isadora Duncan, Auguste Rodin, per citarne alcuni. Esposte anche alcune fotografie scattate da Gabriele D’Annunzio alla sua compagna Duse, alcune sue dediche come quelle sui testi Fuoco (1900) e Fedra (1909), «A Eleonora Duse, ora e sempre» e «A Eleonora Duse questo poema che fu composto per lei». La Duse fu anche una patriota, una sostenitrice entusiasta dell’Italia, che amava e voleva unita e forte: «Viva l’Italia!» è l’esclamazione che più spesso ricorre nelle sue lettere alla figlia Enrichetta, dove scriveva con parole appassionate e commoventi «Figlia mia, oggi è il primo giorno di guerra, niente parole inutili siamo nel mondo, tutti stretti alla stessa speranza e ognuno di noi farà il suo dovere. Queste giornate che ho passate in silenzio e sola in casa; un solo libro mi ha aiutata: Mazzini. La sua luce e la sua fede scenda in ogni core…». La seconda parte della mostra racconta il teatro della grande attrice attraverso le tappe delle sue tournée, distinte cronologicamente in più periodi. Dall’esordio all’estero nel 1885 in Sud America, dove porta un repertorio basato soprattutto su testi teatrali francesi, alle tournée degli anni novanta dell’Ottocento, iniziate in Egitto nel 1891 e proseguite per l’intero decennio in tutta Europa, in Russia e negli Stati Uniti. In questi anni la Duse interpreta ancora testi francesi ma aggiunge testi italiani, come quelli di Goldoni, Marco Praga e Verga, traduzioni da Shakespeare appositamente eseguite per lei da Arrigo Boito, diventando di fatto la più grande promotrice della cultura e della lingua italiane nel mondo. Nei primi anni del Novecento l’attrice porta in Europa e negli Stati Uniti e ancora in Sud America i testi teatrali che Gabriele D’Annunzio ha scritto per lei, oltre al suo solito repertorio. In questo infaticabile ed esaltante peregrinare in tutto il mondo, fatale le sarà l’ultima tournèe, iniziata quando aveva più di sessanta anni, dopo un periodo di distacco dal palcoscenico. Un ultimo viaggio che, partito da Torino, per poi approdare a Vienna e Londra fino agli Stati Uniti, terminerà in una camera d’albergo di Pittsburgh, il 21 aprile 1924. Finisce così la vicenda umana di una grande artista, una donna di grande modernità di pensiero, una protagonista che ha innovato non solo il teatro ma anche tutta la cultura italiana. La Divina Eleonora Duse, invece, rimarrà immortale, il destino dei grandi.

Antonella Pitrelli

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