L’Italia, terra di grande tradizione culturale, artistica, musicale, da qualche anno nel periodo estivo diventa un unico grande palcoscenico en plein air, grazie ai tanti festival che vengono organizzati da una punta all’altra dello stivale. Un’occasione di svago in più per i milioni di visitatori che, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, frequentano le nostre località turistiche, ma anche per i tanti italiani che amano il teatro, la musica, l’arte a cielo aperto.Tra i nuovi arrivati c’è il Festival delle Identità, ideato da Irene Pivetti con la sua onlus Learn To Be Free, associazione a finalità sociale, una rassegna dedicata al tema dell’identità, che si tiene da marzo ad ottobre 2010. Chiediamo all’ex Presidente della Camera, oggi giornalista professionista e donna di comunicazione, di raccontarci di questo nuovo progetto.

Irene Pivetti, cos’è il Festival delle Identità?

Un grande progetto internazionale, un motore di eventi il cui obiettivo è valorizzare la cultura e le tradizioni di un popolo, portando anche sviluppo e impresa sul territorio. Sono molto impegnata in questa iniziativa che sta crescendo giorno per giorno, in cui credo molto. Sono orgogliosa di poter dire che abbiamo numerosi patrocini da parte di prestigiose Istituzioni, dal Ministero degli Esteri al Ministero della Gioventù, dall’Università di Parma a quelle di Roma, solo per citarne alcuni. Questo vuol dire che il festival è un progetto valido, ne vado molto fiera.

Come nasce l’idea di un festival dedicato al tema delle identità?

Nasce dalla volontà di portare lavoro e sviluppo, che è la mission della mia onlus, in modo innovativo: promuovendo un progetto culturale fortemente radicato sul territorio. La cultura e l’identità possono essere un grande volano di sviluppo, soprattutto in un paese come l’Italia, così ricco di tradizioni e forti identità. Siamo una miniera di saperi, oltre che di sapori, puntiamo a valorizzarli! Noi cerchiamo di farlo con questo festival, che nasce in un piccolissimo paesino dell’Appennino parmense, Berceto, in forte crisi economica, anche a causa dell’abbandono cui sono soggetti i centri di montagna. Perché proprio Berceto? Perché è l’unico paese al mondo a poter vantare un ventennale gemellaggio con gli Indiani Lakota, i famosi Sioux dei film western. Un gemellaggio nato per rendere omaggio ad un popolo da sempre orgoglioso della propria cultura, che difende la sua identità, la sua terra. Ecco il loro grande insegnamento, il messaggio che vogliamo trasmettere.

Anche se si tiene tra Roma e Parma, il festival quest’anno “parla” anche siciliano…

Sì, è vero, e ne sono contenta: amo molto la bellissima Sicilia! Tra i film in concorso per l’Identità Film Festival, la rassegna dedicata al cinema indipendente,  c’è Sicilia Felix, un film sull’identità e l’incontro tra le culture.

Un’ultima domanda: il Festival delle Identità può essere esportato nel resto d’Italia?

Certo, sarebbe bello avere in ogni regione italiana un festival dedicato all’identità, inteso non nel senso restrittivo di “diversità” dall’altro, ma come valore positivo di incontro e apertura tra i popoli.

 

Antonella Pitrelli

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