La sfida  del futuro è saper innovare, trovare nuove strade senza che si debba dimenticare la tradizione, che può essere fonte di ispirazione continua. Bisogna guardare sì, al passato, ma con occhi nuovi. Concetto valido anche il mondo della moda italiana, che può vantare una prestigiosa tradizione che ha reso il Made in Italy celebre in tutto il mondo. AltaRoma, la fashion week capitolina dedicata alla promozione del made in italy, ha voluto inaugurare la sua XX edizione con un innovativo omaggio alla sartorialità italiana, al made to measure, in chiave contemporanea. Room Service è il nuovo progetto di Altaroma creato per presentare una selezione di collezioni di giovani designers, le cui creazioni hanno in comune la fattura sartoriale di un tempo e la selezione dei materiali pregiati. Originale e divertente la location del progetto: 13 raffinate suite del Grand Hotel Marriott Flora, trasformate in micro-atelier in cui ogni stilista potrà presentare le sue creazioni direttamente alle potenziali clienti. Esattamente come avveniva nel passato per le maison storiche, con la possibilità di poter usufruire di un servizio made to order e made to measure che farà riscoprire il piacere di sentirsi a perfetto agio negli abiti che indossiamo, ricreando quel rapporto intimo e personale tra designer e visitatore, pensato non solo per vestire in modo unico ma per restituire a ognuno la propria individualità. I protagonisti di Room Service sono tredici ateliers. Stilista di Avaro Figlio è Dario Biglino, che utilizza materiali pregiati, unendo la classe italiana con  lo spirito parigino, per una moda di nicchia, dall´alta creatività e qualità. Da Bragia le forme della natura sono alla base dello stile di Alessandra Torella e Santo Costanzo, i due creativi che disegnano il brand utilizzando tecniche sperimentali di tintura e texture innovative. Erkan Coruh propone capi non commerciali che si distinguono per la ricerca dei materiali, per i tagli sperimentali e le forme surreali. Gaetano Perrone si ispira alle terre del sud, dov’è nato, creando uno stile che si distingue per i colori, per la ricchezza e la cura dei dettagli, per la ricerca di nuove proporzioni. Il logo di Giancarlo Petriglia sono due grifoni paralleli che incontrano lo sguardo della mitologia, per la quale è proprio un grifone a tirare il carro di Apollo, a custodia dell’oro e delle cose più preziose del mondo. Un concetto di preziosità applicato alla qualità del suo prodotto, come spiega lo stilista: «Voglio garantire personalmente la qualità del prodotto, dedicando a ogni pezzo della mia collezione amore e promessa di riuscita, di prodotto e di pellami». Camilla Stipa designer di Ka-Mo crea sandali con materiali di pregio made in Italy: piume, cavallino, sete, pelli naturali e pietre semi preziose. Lucilla Paci crea borse che possono essere indossate come vestiti. Luigi Borbone punta all’abbigliamento di lusso con un’ispirazione ricercata nello stile degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Nelle sue creazioni troviamo «Nostalgia e Modernità. La Nostalgia del fascino che provavo da bambino nel vedere la bellezza degli abiti che cucivano i miei nonni e la Modernità delle linee che ho appreso dalla mia formazione di architetto». Luigi Veccia realizza una “demi-couture” che integra la passione per le stampe, ai tagli e alle forme di cultura anglosassone. Morfosis di Alessandra Cappiello è una linea completa di prèt-a-porter dal design originale e raffinato. Move Roma Officine del Cappello, brand firmato da Massimiliano Amicucci realizza cappelli prodotti in Italia artigianalmente con materiali di qualità. Rossorame è una fusione tra haute-couture e prèt-à-porter che si traduce in abiti impreziositi da dettagli sofisticati e lavorazioni a mano per la sera. Mood prende spunto dal vintage, per borse, borsette, borsoni d’antan in coccodrillo, tartaruga, lucertola. Room Service ha avuto un grande successo, la speranza di vedere presto sfilare le creazioni dei nostri giovani designers sulle grandi passerelle internazionali.

Antonella Pitrelli

 

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