Prime anticipazioni del programma 2011 della sezione “Musica & Danza” di Taormina Arte. Il nuevo tango di Astor Piazzolla infiammerà il palcoscenico siciliano con la Maria De Buenos Aires, che lo stesso compositore definì “operita tango”. Nel 1965 Astor Piazzolla propose a Horacio Ferrer di scrivere uno spettacolo che avrebbe dovuto combinare una parte recitativa con una strumentale, una di canto e una di danza. Horacio Ferrer completò il libretto dell’”operita tango” nella seconda metà del 1967, mentre Astor Piazzolla scrisse la musica tra il gennaio e il febbraio del 1968 utilizzando gli elementi della musica popolare da ballo e quelli del suo “nuevo tango” per reinventare il teatro d’opera. Nasce così la Maria De Buenos Aires di Astor Piazzolla, rappresenatta per la prima volta nel maggio 1968 al Planet Theatre di Buenos Aires. L’opera, ispirata e dedicata alla cantante Amelita Baltar, è divisa in due atti. Nel corso dell’opera, sono fondamentali le note del bandoneon che danno voce al passato di Maria. Il libretto presenta due personaggi principali cantanti, Maria (e, dopo la sua morte, l’ombra di Maria) e un “payador” (cioè un cantante dell’omonimo genere poetico), cui si affianca un folletto (il Duende) che fa da voce narrante. La scena è poi popolata da vari membri del sobborgo di Buenos Aires, da marionette sotto il controllo del folletto e alcuni psicanalisti. Maria de Buenos Aires è una grande, allucinata, visionaria metafora della storia della città argentina, fondata nel 1536 e chiamata Ciudad del Espiritu Santo y Puerto Santa Maria del Buen Ayre. Qui sbarcarono migliaia di emigranti provenienti da vari paesi d’Europa che arricchirono con il loro lavoro e la loro cultura  quella terra. A causa dell’ostilità creatasi con gli aborigeni delle tribù vicine, la città venne però abbandonata e fondata una seconda volta, nel 1580, e chiamata definitivamente Buenos Aires. La figura di Maria è il simbolo della città che, dopo la prima fondazione, rimane disabitata: metaforicamente si trasforma in ombra e attraversa un lungo periodo di patimento, abbandono e dolore. Alla sua morte Maria dà alla luce una nuova Maria, una bambina adulta, generata dalla sua ombra, sullo sfondo di un’intricata trama legata ad antiche e oscure evocazioni. La regia della versione della Maria De Buenos Aires che quest’anno propone Taormina Arte è di Laura Grandi, una delle più attive ballerine e coreografe della scena italo-argentina, accompagnata sul palcoscenico dai ballerini della compagni argentina Tango Emociòn, con la musica eseguita da Massimo Pitocco con l’Astor Piazzolla Ensemble. Ana Karina Rossi e Ruben Peloni come cantanti ed Eduardo Moyano come Duende, infine, daranno vita sul palco di Taormina ad un’opera di grande originalità e di rara e difficile esecuzione.

Antonella Pitrelli

 

 

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