Apre le porte il Salone del libro di Torino, venticinquesima edizione dedicata alla “Primavera digitale”, che vede in campo tutti i protagonisti del mondo dell’editoria. Una sfida tra avanguardia e tradizione che, pur nella differenza tra alcune posizioni, parte da una dato oramai acquisito: il cambiamento è in atto ed è di vitale importanza comprenderne la portata. Obiettivo: comprendere i cambiamenti del vivere in rete per lettura, scrittura, comunicazione e perfino memoria delle informazioni.  E per la prima volta nella sua storia tra i 1.200 espositori sarà presente anche Amazon, il colosso americano che sta ridisegnando il mercato dei libri, sia elettronici che cartacei. L’azienda di Seattle sarà una delle protagoniste più importanti  ma non sarà l’unica, perché in gioco non c’è solo il futuro del libro, ma il nostro modo di scrivere, leggere e pensare. Oggi non c’è solo un unico modo per fruire della lettura, ma più modi, basti pensare che oggi circolano nel mondo circa ottanta milioni di tablet, e siamo solo agli inizi. In Italia i libri elettronici coprono appena l’1% del mercato, ma la crescita è inarrestabile, come confermano i dati dell’Aie (Associazione italiana editori). Infatti, nonostante la percentuale di vendite sia ancora bassa, in un anno questa è cresciuta del 740%, anche perché gli editori stanno investendo sull’innovazione e producono sempre più titoli digitali: basti pensare che si è passati dalle 11.271 opere del 2011 alle circa 31.615 di quest’anno. Sugli scenari futuri si sono interrogati alcuni tra i maggiori esponenti del mondo editoriale italiano. «L’evoluzione futura è nei tablet e andiamo verso la multidisciplinarietà», ha sottolineato Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade del Gruppo Mondadori. «Abbiamo di fronte una frattura totale nella storia dei libri. Non solo cambia il mezzo su cui sono scritti ma cambieranno tutte le figure legate al libro» ha incalzato Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la lettura.Secondo Andrea Rangone, responsabile Osservatorio ICT del Politecnico di Milano «volendo fare una previsione a 5 anni, il futuro degli editori dovrà essere quello di imprenditori, non esisterà più il lettore ma il consumatore digitale. Esisteranno le competenze digitali, non editoriali e non ci sarà più il prezzo di copertina ma altre fonti di guadagno». Siamo agli inizi di un cambiamento epocale per il mondo dell’editoria e della comunicazione in generale, che investirà anche la nostra mentalità e il nostro modo di elaborare informazioni. Una rivoluzione non solo tecnologica ma innanzitutto culturale.

Antonella Pitrelli

 

 

Tags: