Un ritorno alle origini più profonde e lontane dell’uomo. Un itinerario per capire chi siamo, da dove veniamo e per familiarizzare con i nostri antenati seguendo il percorso che, da una valle dell’Etiopia, ha condotto l’Homo sapiens a conquistare il mondo. Tutto questo è possibile vedere alla ricca ed articolata esposizione “Homo sapiens. La grande storia della diversità umana”, ospitata nel Palazzo delle Esposizioni di Roma. La mostra, curata da Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e Codice Idee per la Cultura, è articolata sulla base di un percorso che illustra con oggetti, fossili e manufatti, il cammino dell’umanità, reperti in arrivo da 56 diversi musei e Istituzioni di tutto il mondo. Un percorso, denso e complesso, elaborato con chiarezza anche grazie ai numerosi video, alle ricostruzioni e alle immagini che costellano i diversi passaggi compiuti dall’Homo Sapiens. Un viaggio che, come ha sottolineato il curatore Telmo Pievani «è caratterizzato da una grande narrazione che testimonia come l’evoluzione della specie umana è segnata dalla diversità nell’unità. E’ la prima mostra mai realizzata al mondo – aggiunge – che descriva lo scenario maestoso dell’evoluzione umana per come è emerso recentemente dal connubio di dati geneteci, antropologici e linguistici». Duecentomila anni fa, dunque, l’Homo sapiens ha iniziato, da una piccola valle dell’odierna Etiopia, il viaggio che lo ha portato a “colonizzare” l’intero pianeta convivendo con altre altre specie umane. Arrivando a formare la grande varietà di popolazioni e culture che abitano il nostro pianeta. La mostra, ha sottolineato ancora Pievani, racconta l’evolversi «del popolamento umano della Terra attraverso le più sorprendenti scoperte scientifiche degli ultimi anni», ma soprattutto, spiega perché «tutti gli esseri umani sono strettamente imparentati, come ci siamo diffusi ovunque differenziandoci e come mai siamo rimasti l’unica specie umana quando fino a poche migliaia di anni fa ne esistevano almeno altre quattro». Conoscere la storia dell’uomo è importante ancora di più oggi, di fronte al dilagare di conflitti su base etnica, affinchè diventi chiaro che i nemici di oggi sono in realtà figli della stessa storia, accomunati dalla stessa origine. La mostra è il frutto di un progetto internazionale che coinvolge numerosi paesi ed istituzioni culturali, oltre all’Italia hanno infatti partecipato gli Stati Uniti, Israele, Germania, Francia, Australia, Georgia e Sudafrica. «Gli uomini – ricorda Emmamuele Emanuele, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo – sono tutti uguali, indipendentemente dal colore della pelle, dalle dislocazioni territoriali, dalle ideologie, dalle credenze religiose. Il Dna che li accomuna è uno. Vorrei che la mostra, che siamo ben lieti di realizzare nel Palazzo delle Esposizioni girasse in tutta Italia. E che oltre alle tappe previste per Venezia e Trento, vada anche nel Meridione, magari in Sicilia, e perché no, anche in Nordafrica. Noi siamo pronti». Un evento espositivo che ha un grande valore scientifico, ma anche e soprattutto culturale, con un messaggio, forte, di pace tra i popoli.

Antonella Pitrelli

 

 

 

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