La TV in Internet apre scenari nuovi le cui potenzialità vanno esplorate e sfruttate appieno, ma per diventare un mezzo di comunicazione di massa deve anche offrire esperienze d’uso altrettanto banali e lineari a chi ha bisogno solo di quelle e deve prestare attenzione alle risorse disponibili e ai costi di distribuzione dei contenuti.
Per conciliare queste esigenze Learn To Be Free Onlus e l’associazione NeuNet, in collaborazione con il corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino, hanno ideato il progetto openBOXware, una piattaforma aperta per lo sviluppo di decoder e box multimediali su rete IP. L’iniziativa e’ stata presentata presso la Sala Mercede della Camera dei Deputati alla presenza dell’On. Mario Tassone, presidente del Comitato di Parlamentari per l’Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo Sostenibile (COPIT), Irene Pivetti, presidente LTBF Onlus e dell’Associazione Italiana IPTV, Lorenz Klopfenstein e Saverio del Priori, sviluppatori della piattaforma, Alessandro Bogliolo, professore a Urbino e responsabile del progetto openBOXware. Cos’è openBOXware ce lo spiega Alessandro Bogliolo docente ad Urbino e responsabile del progetto: «Il nome di openBOXware ne esprime in sintesi la natura: open non si riferisce solo all’apertura dei sorgenti del codice, ma anche all’apertura del progetto a qualsiasi forma di collaborazione e di sviluppo; BOX sta ad indicare che openBOXware è concepito per essere installato su sistemi embedded che non si presentano come personal computer, ma come decoder, media center o box multimediali che non richiedono alcuna abilità informatica per essere utilizzati; ware è un suffisso comunemente usato in informatica per dare generalità a ciò che è già espresso dalla prima parte della parola (come hardware, software, firmware), in questo caso sta ad indicare che openBOXware non è un prodotto, ma una piattaforma aperta per lo sviluppo di prototipi e prodotti che possono presentarsi in modo completamente diverso pur mantenendo compatibilità con le applicazioni che possono essere sviluppate e condivise dagli utenti, offrendo possibilità illimitate di personalizzazione e di estensione delle funzionalità». L’incontro per il lancio del progetto open source per lo sviluppo di decoder e box multimediali su rete IP, è stato anche un’occasione per parlare di sviluppo sostenibile della società dell’informazione e per discutere il ruolo che possono avere, nel superamento del digital divide, le nuove tecnologie per la diffusione e la fruizione di contenuti multimediali in rete. Irene Pivetti ha evidenziato la grande attenzione della sua associazione per i progetti relativi alle nuove tecnologie e all’innovazione: «LTBF nasce per creare sviluppo dove non c’è ed è anche in questa chiave che abbiamo creato un’innovativa piattaforma editoriale on line, Webtobefree, il cui obiettivo primario è quello di dare voce alle imprese», aggiungendo che oltre ai vari protocolli d’intesa firmati con le istituzioni ed alla collaborazione con l’Università di Urbino «la nostra onlus collabora con il CATTID, il Centro per le Applicazioni della Televisione e delle tecniche di Istruzione a distanza dell’Università La Sapienza». L’onorevole Tassone ha aggiunto: «Come Copit siamo profondamente interessati a questo progetto perché sin dalla nostra nascita abbiamo compreso che in Italia manca il collegamento tra le istituzioni e la ricerca». Al termine della presentazione, Neunet e la Fondazione Ltbf Onlus hanno firmato un protocollo d’intesa per la promozione e la sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie che possano contribuire allo sviluppo sostenibile della società dell’informazione.

Antonella Pitrelli

 

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