Ha allietato i palati di grandi e bambini….gustato, imitato, ammirato nelle sue tante forme, è sempre graditissimo se offerto in dono: stiamo parlando di Sua Maestà il Panettone, il più famoso dei dolci tradizionali del Belpaese, dominatore incontrastato delle tavole natalizie di generazioni di italiani. Il panettone nasce a Milano ai tempi di Ludovico il Moro, e ancora oggi è prodotto secondo la ricetta di 500 anni fa….la leggenda narra che il cuoco al servizio del Duca di Milano fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale, a cui erano stati invitati molti nobili…ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: un dolce preparato con quanto rimasto in dispensa, un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta. Gli ospiti e il duca furono entusiasti di quella prelibatezza e da allora quella bontà si chiamò Panettone, cioè il Pane del Toni! Oggi il Panettone è un dolce tipico tutelato da un decreto ministeriale che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poter essere definito tale. Ma nonostante la sua origine milanese, è sempre più un prodotto “italiano”: reinventato secondo il gusto, le tradizioni e gli ingredienti tipici delle varie regioni della nostra penisola…..così, se il capostipite è ricco di canditi e uvetta, i “discendenti” reinventati dalla tradizione siciliana sono a base di pistacchi e mandorle, prodotti tipici della più grande isola del mediterraneo….mentre il panettone campano è una delizia di cedri e bergamotti della magnifica costiera amalfitana…Abbiamo ammirato (e gustato) queste bontà alla Fiera Nazionale del Panettone e Pandoro di Roma, dove si è parlato anche di prospettive di sviluppo e internazionalizzazione per le piccole e medie imprese di un settore, quello dolciario, molto amato anche all’estero, con un volume di affari che ogni anno vale centinaia di milioni di euro, uno dei fiori all’occhiello delle esportazioni Made in italy.

Antonella Pitrelli