E’ Under the sun and the moon del regista dello Sri Lanka Bennet Rathnayake il vincitore della prima edizione dell’Identità Film festival. La Giuria ha premiato all’unanimità un film bello e commovente, una storia d’amore e d’amicizia sullo sfondo di un paese dilaniato dalla guerra civile. Ospite d’onore della cerimonia di premiazione, tenutasi in una pittoresca piazzetta di Berceto, S.E. l’Ambasciatore di Sri Lanka Hemantha Warnakulasuriya, il quale ha accettato con entusiasmo l’invito nel piccolo centro dell’Appennino da parte del Sindaco Lucchi e dell’Assessore Irene Pivetti. L’Ambasciatore, si è detto orgoglioso di poter ritirare personalmente il premio per il suo connazionale, un riconoscimento per tutto il cinema del suo paese, e non ha mancato di sottolineato la grande importanza del cinema italiano nella storia della cinematografia mondiale. Ha poi aggiunto: «Sono onorato di essere qui. E’ la prima volta nella mia carriera di diplomatico che vengo a sapere che una persona, Irene Pivetti, lascia un importante incarico politico per dedicarsi ad altro. Speriamo che altre persona prendano esempio da lei e possano costruire qualcosa per le diverse culture.»
La giuria, presieduta dal Prof. Michele Guerra, docente di Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lettere e Filofosia dell’Università degli Studi di Parma, e composta dai registi Anna Di Francisca, Leone Pompucci, Pepi Romagnoli e dal giornalista RAI e docente Guido Barlozzetti, ha così motivato la scelta del film vincitore: «per la sensibilità e la poesia con le quali ha saputo affrontare temi difficili come la violenza, la guerra, la morte, la distruzione degli affetti e della propria terra, trasformandoli in un toccante appello all’ amore e al rispetto verso tutti gli esseri umani, chiunque siano e qualunque cosa pensino e facciano. I tragici eventi che hanno funestato la storia recente dello Sri Lanka vengono raccontati con profonda attenzione alla realtà storica, sociale e politica, ai paesaggi rurali e agli scenari urbani che fanno da cornice alle diverse vicende, mescolando in modo fecondo generi cinematografici diversi che vanno dall’action movie di carattere bellico al più classico melodramma.»
Giunge quindi a conclusione il “viaggio” di Identità Film Festival, un percorso durato un mese: iniziato a Roma, per poi risalire l’Italia fino a Parma, e, attraversando l’Appennino, approdare nel luogo in cui è stato ideato, tra la gente per le quali è stato pensato: Berceto e i bercetesi.
Irene Pivetti fa un primo bilancio dell’iniziativa: «Questa rassegna è per noi un sogno che si realizza: avevano il sogno di creare qualcosa di nuovo per questa comunità, e, seppure con pochi mezzi e tra mille difficoltà, ci siamo riusciti. Non pensiamo di aver risolto i problemi, ma consideriamo questa manifestazione un seme destinato a dare altri frutti per questa bellissima terra. Questa è la nostra scommessa: la scommessa di tutta la Giunta del Comune di Berceto e mia, come Assessore e Presidente di Learn To Be Free Onlus. Ringrazio quanti hanno voluto sostenerci, gli enti patrocinanti, le istituzioni, i semplici cittadini che hanno voluto dare il loro contributo, e infine tutta la popolazione di Berceto. Un ringraziamento va inoltre alla Film Corporation di Sri Lanka, che ci ha dato l’opportunità di avere in Concorso questo bellissimo film. Infine, un grazie molto speciale a S.E l’Ambasciatore Hemantha Warnakulasuriya, che ha voluto onorarci della Sua presenza, dando un segno tangibile del suo apprezzamento per la nostra iniziativa».
«Oggi è una grande giornata per Berceto e tutta la provincia di Parma», ha detto un visibilmente soddisfatto Luigi Lucchi, tra i promotori e i sostenitori più convinti dell’evento. Berceto, a vent’anni dal gemellaggio con la tribù Lakota delle Grandi Pianure, si conferma ancora una volta luogo di promozione del dialogo tra le culture. Il prossimo appuntamento con il FESTIVAL DELLE IDENTITA’ è ad ottobre, il PREMIO LUIGI MALERBA DI NARRATIVA E SCENEGGIATURA, dedicato ad un grande protagonista della cultura italiana, originario di Berceto.

Antonella Pitrelli

 

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