Il pesciolino Nemo alla ricerca della sua indipendenza, il topo francese Remy aspirante chef, la rombante auto da corsa Saetta McQueen, il cowboy di stoffa Woody in lotta per sopravvivere ai nuovi giocattoli super tecnologici. Sono solo alcuni degli indimenticabili personaggi inventati in 25 anni di attività dalla Pixar, fondata da John Lasseter e Steve Jobs. Una grande mostra celebra l’ormai mitico studio d’animazione, al compimento dei venticinque anni di attività, un traguardo importante costellato di innumerevoli successi. Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, l’esposizione arriva finalmente in Europa e in anteprima a Milano. Un percorso costruito con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr.(1986) ai grandi capolavori come Monster & Co (2001), Toy Story (1, 2 e 3), Ratatouille (2007), WALL·E (2008), Up (2009) sino a Cars 2 (2011) e con un’anticipazione di Brave, in uscita nel 2012. «Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» – scrive John Lasseter, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio – «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale – il lungometraggio – che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa». La mostra presenta finalmente al grande pubblico la fase creativa e nascosta dei maestri dell’animazione mondiale in quattro sezioni – Personaggi, Storie, Mondi e Digital Convergence – e due speciali installazioni l’Artscape e lo Zoetrope, che utilizzano la tecnologia digitale per far rivivere le opere visibili nel percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, e ricreare l’emozione dell’animazione. Un bellissimo viaggio che mostra la straordinaria capacità di registi e illustratori del celebre studio d’animazione statunitense nel combinare le tecniche artigianali alle più sofisticate tecnologie digitali.

Antonella Pitrelli